Olivetti grande imprenditore di ivrea

di | 02/01/2023
Olivetti grande imprenditore di ivrea

L’utopia di adriano olivetti

Il tour mondiale della mostra “Universo Olivetti. Comunità come utopia concreta”, dopo Ekaterinburg, Berlino e Madrid, arriva a Matosinhos, nel nord del Portogallo, dove sarà esposta dal 26 novembre al 23 gennaio presso la Casa do Design.

Organizzata dall’Istituto Italiano di Cultura di Lisbona con il patrocinio dell’Ambasciata d’Italia, in collaborazione con l’ESAD, Escola Superior de Artes e Design e con il sostegno del Comune di Matosinhos, la mostra si propone di approfondire la conoscenza di una delle figure più poliedriche e straordinarie della storia dell’industria italiana e mondiale del XX secolo: Adriano Olivetti.

Imprenditore, industriale, editore, intellettuale e politico, innovatore sociale e precursore dell’urbanistica, Olivetti ha saputo coniugare processo produttivo, responsabilità sociale e attenzione allo spazio urbano, dando vita, tra il 1930 e il 1960, a un modello unico, innovativo e all’avanguardia, che ha rivoluzionato la cultura imprenditoriale del suo tempo, ancora oggi riconosciuto come uno degli esempi più avanzati di sostenibilità.

Vivere la disabilità

In Italia, l’Olivetti (l’azienda) è un noto caso di occasione mancata. La sua (hi)storia mi ha sempre incuriosito, sia per un legame personale, seppur labile, sia per un fascino generale verso una storia di innovazione tecnologica unita all’imprenditorialità sociale. Non sono in grado di giudicare quanto questa storia sia particolare nella storia globale del business, ma credo che meriti di essere conosciuta.

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L’azienda esiste ancora (a dire il vero non lo sapevo, avevo dato per scontato che fosse fallita decenni fa) ma è molto diversa da quella che era, e secondo alcuni avrebbe potuto essere: dopo alcuni decenni felici è caduta nella trappola di una cattiva gestione e di decisioni poco lungimiranti che hanno ucciso definitivamente i suoi sforzi pionieristici e la sua anima. Nata come azienda produttrice di macchine da scrivere nei primi anni del XX secolo, ha avuto fin dall’inizio un interesse per lo sviluppo di nuove tecnologie; negli anni Cinquanta e Sessanta ha precorso i tempi in quell’area che sarebbe poi stata conosciuta come informatica, svolgendo ricerche pionieristiche nello sviluppo dei primi computer.

Innovatori italiani

Una delle aziende di maggior successo, Olivetti, fu fondata nel 1908 a Ivrea, in Piemonte. Il suo scopo primario era quello di diventare la “prima fabbrica nazionale di macchine per scrivere”, un vero e proprio must per l’epoca. L’intuizione che si rivela geniale è di Camillo Olivetti che, con un capitale iniziale di sole 350 mila lire e un’officina di appena venti operai, mette in piedi un sogno in uno spazio di soli 500 metri quadrati. Il mercato premia il capostipite della famiglia Olivetti e così, già nel 1911, la prima macchina da scrivere italiana, la famosa M1, viene presentata all’Esposizione Universale di Torino. Da qui inizia la scalata all’Olimpo dell’imprenditoria italiana, che culmina con l’arrivo di Adriano Olivetti, figlio di Camillo.

  Cos è il mercante imprenditore

Nel 1926 il giovane Adriano entra nella fabbrica paterna e la sua storia personale diventa inevitabilmente la storia dell’Olivetti. Non entra dalla porta principale, ma da quella di servizio. L’imperativo di famiglia è categorico: ogni buon “capo” che si rispetti deve essere prima un buon operaio ed è da qui che Adriano comincia, dall’ultimo gradino della gerarchia aziendale, che si svolge alla catena di montaggio. Quando arriva al vertice della piramide inizia subito a sviluppare tutte le sue idee e riesce a controllare il 30% del mercato mondiale delle macchine da scrivere. Adriano ci vede lungo, più di chiunque altro e capisce che non basta fare buone macchine da scrivere: ci vuole un design accattivante. Così, nello stabilimento di Ivrea vengono chiamati a raccolta tutti i migliori artisti italiani, pronti a contribuire al progetto della macchina da scrivere Olivetti.

Quando il design incontra la tecnologia. Patrimonio e innovazione a

Il tour mondiale della mostra “Universo Olivetti. Comunità come utopia concreta”, dopo Ekaterinburg, Berlino, Madrid e Matosinhos, arriva a Lisbona, dove sarà esposta dal 7 aprile al 30 maggio presso il Museu de Arte, Arquitetura e Tecnologia (Central Tejo).

  Intraprendere diventa imprenditore di te stesso

Organizzata dall’Istituto Italiano di Cultura di Lisbona con il patrocinio dell’Ambasciata d’Italia, in collaborazione con il MAAT, Museu de Arte, Arquitetura e Tecnologia del Portogallo, la mostra si propone di approfondire la conoscenza di una delle figure più poliedriche e straordinarie della storia dell’industria italiana e mondiale del XX secolo:  Adriano Olivetti.

Figlio di Camillo Olivetti, fondatore della Ing.C. Olivetti & C. – la prima fabbrica italiana di macchine per scrivere – Adriano fu imprenditore, industriale, editore, intellettuale e politico, innovatore sociale e precursore dell’urbanistica.

Olivetti seppe coniugare processo produttivo, responsabilità sociale e attenzione allo spazio urbano, dando vita, tra il 1930 e il 1960, a un modello unico, innovativo e all’avanguardia, che rivoluzionò la cultura imprenditoriale del suo tempo, ancora oggi riconosciuto come uno dei più avanzati esempi di sostenibilità.